"Con tanti problemi che ci sono in Italia e con un ritardo enorme dei giudici, è difficile capire come la Corte di Cassazione abbia potuto dedicare il suo tempo a questo problema". Con "ironia" Giuseppe Savagnone, notista e docente di filosofia, commenta al Sir la sentenza della Corte di Cassazione che ha decretato che il "vaffa…" non è più un’ingiuria perché il termine è entrato nel linguaggio comune. "Nell’emettere la sentenza prosegue Savagnone la Cassazione ha messo in luce una preoccupante tendenza, e cioè che se una cosa si impone come moda non è più negativa. E ciò lascia preludere che in futuro qualunque cosa potrà essere detta e fatta semplicemente perché è diventata costume diffuso". "Questa vicenda manifesta pertanto un sotterraneo dilagare del futile e della volgarità". "Per ora il politically correct ha impedito che ciò accadesse. Ma stiamo lentamente perdendo l’idea che c’è una etica nel costume dei piccoli gesti quotidiani così come sta venendo meno la dimensione educativa delle nostre azioni, intesa come movimento di trascendenza che non si accontenta di quello che c’è ma si sforza di far emergere nella persona e nei giovani soprattutto le valenze più alte e positive dell’essere".