285mila pensioni pagate dall’Inps ai cittadini nati all’estero. Il dato, aggiornato al 1° gennaio 2006, emerge dal 2° Rapporto "Immigrati e previdenza negli archivi dell’Inps", diffuso oggi e realizzato dall’ente previdenziale in collaborazione con il Dossier immigrazione Caritas/Migrantes. La cifra comprende tutte le categorie pensionistiche: vecchiaia e anzianità (in totale 112.000), invalidità (20.000), assegno sociale (18.000), invalidità civile (34.000), superstiti (99.000). Nel 2003, a fronte di 1.471.026 lavoratori non comunitari assicurati all’Inps, gli stranieri con pensione di vecchiaia erano meno di 100.000. "È chiaro dichiara al Sir Ginevra De Maio della redazione centrale del Dossier statistico immigrazione – quanto sia positivo il ruolo degli immigrati, che per la loro giovane età sono quasi esclusivamente contribuenti e non fruitori di prestazioni pensionistiche". Nel prossimo futuro, però, "abbiamo stimato che il numero dei pensionati di origine immigrata aumenterà, superando le 300.000 unità nel 2020". Per De Maio "il problema maggiore è che le loro pensioni, come per le giovani generazioni di italiani, saranno molto basse, considerato che sulla base del nuovo sistema di calcolo una carriera assicurativa di 40 anni consente di arrivare al 50-60% della retribuzione". (segue)