” “La legge del 1961, in realtà, "è molto complessa, potrebbe essere aggiornata, ma non nella direzione presa dal disegno di legge, che presenta punti inaccettabili e inconsistenti. Queste sono vecchie idee della sinistra". Nella relazione che accompagna il ddl si parla del fatto che anche l’associazione Pax Christi già da tempo aveva sollevato la questione dei cappellani militari. "Ma questo osserva Dalla Torre – non è un problema della Chiesa, che si interessa certamente di assicurare questo servizio, ma è un problema interno allo Stato: con quali mezzi lo Stato risolve il problema di assicurare l’esercizio in concreto della libertà religiosa di chi è legato ad una disciplina molto rigida come quella militare per cui non si può allontanare a piacimento e non può andare a messa nella parrocchia, nella chiesa che preferisce, soprattutto se è in zona di operazioni all’estero?". Diverso, per il rettore della Lumsa, "è il caso della Polizia, che è attestata nelle grandi città, per cui anche il sacerdote della parrocchia accanto può andare nella caserma a celebrare, ma quando i militari vanno per operazioni che fanno?". "Se si approvasse un ddl con questi contenuti conclude Dalla Torre – sarebbe certamente violazione del diritto di libertà religiosa perché metterebbe in difficoltà o nell’impossibilità determinate categorie di cittadini di esercitare un proprio diritto costituzionalmente garantito".” “