"In terzo luogo prosegue mons. Corti la lettera del papa ai vescovi lascia intendere che, non raramente, in questi decenni la riforma liturgica non è stata intesa correttamente, né vissuta profondamente". "La questione di fondo sottolinea riguarda la fede nell’Eucaristia, e cioè la persuasione che la celebrazione eucaristica sia il memoriale efficace del sacrificio della Croce e il sacramento della presenza reale di Cristo". "In questo senso il Concilio, che risale a oltre 40 anni fa, sta davanti a noi e richiede un coraggioso e generoso impegno. Guai se, in un momento nel quale da varie parti viene osteggiata la fede in Gesù Cristo nostro unico Salvatore, noi fossimo vittime di una specie di miopia che non ci lascia vedere con chiarezza ciò che è essenziale". Infine, il papa scrive che "ogni vescovo è il moderatore della liturgia nella propria diocesi". Un’indicazione a cui mons. Corti intende ottemperare "osservando, caso per caso, se le regole del ‘Motu proprio’ vengono osservate senza forzature indebite e verificando che la ‘forma normale’ della celebrazione eucaristica nel rito romano sia riconosciuta nel suo valore e nella sua santità".