"Veramente la nostra preghiera è stata insistente presso il cuore del Signore e ha ottenuto la grazia del rilascio di padre Giancarlo". Così, pochi minuti dopo l’ufficializzazione della notizia, il cardinale Dionigi Tettamanzi ha commentato la liberazione di padre Giancarlo Bossi. L’arcivescovo di Milano ha chiamato al telefono mons. Paolo Masperi, prevosto di Abbiategrassso, paese natale del missionario del Pime rapito il 10 giugno nelle Filippine, per testimoniargli, ancora una volta, la vicinanza e l’affetto dell’intera diocesi ambrosiana. "Quando l’abbiamo saputo ha detto, commosso, mons. Masperi abbiamo subito suonato le campane e, al concerto di festa, si sono unite tutte le chiese della città. Il Signore ha ascoltato la nostra supplica quotidiana e ci ha ridonato questo nostro amato confratello". "Noi abbiamo sempre creduto alla liberazione – aggiunge il prevosto – e non abbiamo mai smesso di pregare. Bisogna credere alla preghiera". Anche il sindaco di Abbiategrasso, Roberto Albetti, ha voluto manifestare al prevosto la gioia della cittadinanza, che è scesa in strada a festeggiare una notizia attesa da tanto tempo. Dopo la liberazione, padre Giancarlo Bossi si fermerà ancora per qualche giorno nelle Filippine e poi, verso la fine della settimana prossima , farà rientro in Italia.