” ” ” “"Ciao, sono Giancarlo". Alle 20.30 di stasera è finita l’attesa in casa Bossi. All’altro capo del telefono, una voce stanca e tirata, ma sufficiente a far esplodere la gioia dei familiari. "La linea era molto disturbata riferisce Pinuccia Bossi, sorella del missionario rapito ma, non appena ho avuto la certezza che fosse davvero lui, sono scoppiata a piangere. Per noi è davvero la fine di un incubo". Fortunata coincidenza ha voluto che la telefonata dalle Filippine arrivasse proprio mentre la famiglia era riunita in casa a festeggiare gli 87 anni di mamma Amalia, la madre di padre Giancarlo. "L’avevo detto a tutti che oggi era il suo compleanno: forse mi hanno sentito anche laggiù", scherza Pinuccia, quasi a esorcizzare un’attesa durata ben quaranta lunghissimi giorni. "È stata veramente dura riprende la sorella di padre Giancarlo soprattutto in questi ultimi tempi. Sarà stato anche il caldo, ma non ce la facevamo quasi più. Per fortuna, ci hanno sostenuto le preghiere e l’affetto della nostra parrocchia, di tutta la gente della comunità che ci ha voluto manifestare vicinanza e solidarietà. Ringraziamo di cuore tutti, anche coloro che non conosciamo ma che ci hanno ugualmente voluto manifestare vicinanza. In particolare, ringraziamo i padri del Pime, con i quali eravamo in contatto quotidiano e gli uomini della Farnesina, che sono stati davvero grandi".” “