"Stiamo vivendo questi giorni come un momento di condivisione ma anche di riflessione e scelta della vita missionaria". E’ quanto dice al Sir padre Ciro Biondi, segretario nazionale delle Pontificie opere missionarie (Pom), parlando di padre Giancarlo Bossi, rapito il 10 giugno scorso nelle Filippine. Le Pom, insieme alla Fondazione Migrantes, ogni giorno alle 12, durante la recita dell’Angelus, pregano per la liberazione del sacerdote del Pime e ricordano i missionari morti per il Vangelo nel mondo. "Se riusciamo a leggere in ogni azione storica il piano di Dio per la salvezza del mondo spiega padre Biondi – la vicenda di padre Bossi diventa un momento di grazia". In queste ore si sta pregando per la liberazione di padre Bossi in tutti i monasteri di clausura italiani: "Sapervi uniti a noi nella preghiera per il nostro confratello ha scritto padre Biondi ai superiori dei monasteri claustrali – ci fa forti nella speranza che il Signore muoverà il cuore di quelle persone che, solo per calcoli irragionevoli, lo tengono lontano dal posto dove il Signore lo aveva mandato". In una lettera aperta a padre Bossi, pubblicata sul blog che i missionari del Pime hanno aperto dopo il rapimento, la sorella Pinuccia, in occasione del compleanno della madre, scrive che "il più bel regalo che puoi farle in questo momento è una bella telefonata".