Padre Stabile, che ha conosciuto personalmente Borsellino, quando era presidente (dal 1990 al 1993) del centro sociale "San Saverio" (Palermo), frequentato dalla figlia del giudice, sottolinea che "tutte le manifestazioni di questo anniversario, a Bagheria, sono state organizzate dai giovani. Da quest’anno, infatti, hanno preso in mano loro l’organizzazione di questi momenti. E questo è il fatto nuovo, più rilevante. I giovani hanno preso in mano la fiaccola, ossia la consapevolezza che non si può spegnere la memoria". Per padre Stabile, "c’è bisogno di molta vigilanza: il fenomeno mafioso, apparentemente meno rilevante di altri tempi, ha ancora una presenza molto forte nel territorio. Bagheria è stata una delle centrali di Provenzano, dove lui ha vissuto per molti anni, coperto da tante persone che lo appoggiavano. In questo senso, è molto importante continuare a mantenere viva la memoria qui. Credo che questo sia anche compito nostro. Anche noi siamo società civile. E, oltre che società civile, siamo una comunità credente, chiamata a vivere la propria testimonianza in un territorio, segnato da tanti problemi, come la disoccupazione, l’emarginazione, la droga, ma in cui certamente una delle cause di blocco dello sviluppo è la presenza mafiosa".