BENEDETTO XVI ALLA CHIESA CATTOLICA IN CINA: NOTA SETTIMANALE

Pubblichiamo la nota Sir di questa settimana. "Come durante il primo millennio cristiano la Croce fu piantata in Europa e durante il secondo in America e in Africa, così durante il terzo millennio una grande messe di fede sarà raccolta nel vasto e vitale continente asiatico". Cita un discorso di Giovanni Paolo II a Manila, nel 1995, Benedetto XVI nella parte introduttiva della tanto attesa Lettera ai cattolici cinesi. E’ un atto di apertura e di fiducia nel popolo cinese e dunque nella Chiesa in Cina e nella stessa Cina, un documento di respiro storico, così come la questione cinese. Come non ha mancato di rilevare il cardinale segretario di Stato, Bertone, dal momento in cui la Cina si apre al mondo, non si può non porre la questione della libertà religiosa e dunque la questione cattolica.” “Il documento pone il problema nei termini concreti e moderni: richiama un quadro preciso di principi, quelli in particolare del Vaticano II per le relazioni con lo Stato e quelli della tradizione apostolica per la vita della Chiesa e invita a guardare risolutamente avanti nella verità e nella carità, due tra le parole – chiave del pontificato di Benedetto XVI.” “La comunità cristiana, duramente provata dalle persecuzioni e dalla stessa divisione interna tra la Chiesa fedele a Roma e quella "patriottica", è chiamata a ritrovare, attraverso il perdono e la riconciliazione, unità e comunione in vista della testimonianza del Vangelo. La seconda parte della lettera è dedicata agli "orientamenti pastorali", una sorta di piattaforma, di testo base di riferimento per la Chiesa cinese, in questi anni di transizione verso l’auspicato riconoscimento della libertà. Un percorso complesso, affidato all’equilibrio, alla saggezza dell’episcopato cinese, cui è assicurata la partecipazione dell’intera Chiesa cattolica. Viene così fissata una data, il 24 maggio, Maria, Aiuto dei Cristiani —come giornata di preghiera e di comunione con la Chiesa che è in Cina.” “Con prudenza e determinazione insomma un cammino è avviato, un nuovo inizio è arrivato per le relazioni con la Cina: nel momento in cui vengono ribadite le condizioni minime di libertà religiosa implicite nella stessa impostazione evangelica, per cui "dare a Cesare quel che è di Cesare e dare a Dio quel che è di Dio", il Papa afferma la "disponibilità ad un dialogo sereno e costruttivo", con lo Stato cinese, fino allo stabilimento di relazioni diplomatiche.” “"Questa pesante situazione di malintesi e di incomprensione, infatti, non giova né alle Autorità cinesi né alla Chiesa cattolica in Cina", ribadisce il Papa. Si ritorna così al grande tema geo-politico dell’Asia, della sua evoluzione, della sua presenza in un mondo globalizzato e al ruolo, all’iniziativa, alla presenza dei cattolici. Piccoli numeri, certo, ora, che però testimoniano un dinamismo e delle prospettive di servizio e di sviluppo del bene comune, che aprono nuovi e imprevedibili scenari.” ” ” “