Un ritratto a 360 gradi del card. Renato Raffaele Martino, attualmente presidente del Pontificio consiglio della giustizia e della pace: dalle origini meridionali al ricordo della sua famiglia, passando per il sacerdozio, le attività svolte al servizio diplomatico della Santa sede, i rapporti con i pontefici. È quanto emerge nell’intervista, a firma di Giuseppe Rusconi, pubblicata sull’ultimo numero de "Il Consulente Re", uscito questa mattina. Il porporato si sofferma in particolare sulla sua attività come osservatore permanente presso l’Onu e sulla "svolta abortista" compiuta recentemente da Amnesty international. "A quante battaglie abbiamo partecipato, la Santa Sede ed Amnesty, pur se ognuno nella propria competenza!", esclama il card. Martino, dicendosi "deluso" per la posizione assunta dall’associazione pacifista, "che mette in contraddizione l’organizzazione prima di tutto con se stessa". "Come si fa a combattere contro la pena di morte e nel contempo a pronunciarsi per la soppressione di una creatura che vive, come ben dimostrano anche le ecografie, nel grembo della mamma?", si chiede il porporato. E conclude: "Non si può essere contro la guerra e poi promuovere l’aborto".