CASO NUVOLI: CASINI (MPV), "ALMENO NON C’È STATO L’ATTO DELIBERATO DI UN MEDICO"

"I giornali si attardano oggi sui particolari della morte di Nuvoli, ucciso dalla fame e dalla sete a causa del suo rifiuto di nutrirsi. Una morte orribile e che suscita il giusto raccapriccio nella pubblica opinione, anche se la morte data a Welby e richiesta per Nuvoli non è migliore, visto che spegnere il respiratore significa far morire il paziente per mancanza d’aria, cioè per soffocamento. Ma in questo caso, almeno, non c’è stato l’atto deliberato di un medico intervenuto per uccidere". È il commento di Carlo Casini, presidente del Movimento per la vita, riguardo alla morte di Giovanni Nuvoli, 53 anni, da 7 malato di sclerosi laterale amiotrofica, avvenuta ieri sera dopo che per giorni aveva rifiutato cibo, acqua e medicine. Casini fa seguito al commento rilasciato ieri a seguito della sentenza del Gup di Roma, che aveva stabilito il "non luogo a procedere" per l’anestesista che aveva staccato il respiratore a Piergiorgio Welby, rimarcando come "interventi mediatici, medici e giudiziari" possano "oscurare la complessità e l’umanità del caso con l’ideologia e la strumentalizzazione", il che "sarebbe come uccidere una seconda volta Welby e Nuvoli".