Apporre una targa-ricordo in via di Villa Ricotti, a Roma, dove Darina Laracy, moglie irlandese di Ignazio Silone, visse con lo scrittore abruzzese. E’ la proposta del Centro di Ricerche personaliste di Teramo, presieduto da Attilio Danese, lanciata dalla rivista "Prospettiva persona" (www.prospettivapersona.it). Con una lettera aperta al sindaco di Roma, Walter Veltroni, studiosi, estimatori, parenti e conterranei di Ignazio Silone chiedono all’amministrazione capitolina il riconoscimento simbolico di una presenza, quella del noto scrittore di Piscina dei Marsi, vissuto insieme alla moglie in via di Villa Ricotti dal 1949 fino alla morte, nel 1978 Darina vi rimase fino alla sua scomparsa, avvenuta quattro anni fa, il 25 luglio del 2003, a 86 anni. Irlandese di Dublino, Darina Laracy si trovava a Roma nel 1940 quando l’Italia entrò in guerra; chiuse le frontiere, il 22 giugno 1941 passò quella svizzera con l’accusa di spionaggio da parte della polizia di Mussolini. Pochi mesi più tardi, a Zurigo, conobbe Ignazio Silone. Darina Silone ha raccontato le tappe fondamentali della sua vita a Michele Dorigatti e Maffino Maghenzani nella sua casa romana di via di Villa Ricotti, a partire dal novembre 1999: ne è nato un libro, "Darina Laracy Silone, Colloqui", pubblicato nei mesi scorsi da Perosini.