"Le indicazioni della Chiesa non sono un puro catalogo di imperativi morali, di dover essere, ma sono soprattutto l’invito" ad essere "una comunità di credenti esperti in umanità". Con questa premessa, mons. Vittorio Nozza, direttore della Caritas Italia ha presentato il VII Rapporto su povertà ed esclusione sociale in Italia. "L’essere esperta in umanità ha proseguito Nozza ci impone di esserci, di intervenire e di alzare la voce soprattutto in favore dei bisogni emergenti, meno considerati ed urgenti e ci chiede di investire in una rinnovata capacità di leggere la realtà, coinvolgendo le comunità e il territorio che si è chiamati a servire". Nasce da qui la "prevalente funzione pedagogica" che sta alla base dell’azione della Caritas, facendo crescere nella quotidianità "forme sempre più diffuse di denuncia, di responsabilità, di coinvolgimento e di impegno per la giustizia e la solidarietà. Nella quotidianità questo deve tradursi nella fattiva vicinanza alle povertà e ai drammi dei nostri territori". In che modo è possibile realizzarlo? Attraverso un "progetto Rete" che vede coinvolte le Caritas sul territorio. Con il VII Rapporto Caritas e Zancan vogliono ribadire che "non intendiamo rassegnarci alla povertà". "Continuare a sperare ha detto mons. Nozza è un doveroso imperativo per la comunità cristiana".