IRAQ: YELDA (AMBASCIATORE SANTA SEDE), "I CRISTIANI NON SARANNO SRADICATI DAL PAESE" (2)

Il diplomatico iracheno parla anche dei risultati conseguiti nel processo di ricostruzione ma giudica la sicurezza "la questione più importante ed essenziale. Per un Iraq sicuro, dobbiamo avere una forza di sicurezza affidabile e potente, che garantisca la protezione dei confini, impedendo ai terroristi di entrare in Iraq e uccidere civili innocenti". Per questo invoca "più mezzi dalla comunità internazionale", maggiori "sforzi di intelligence" con i Paesi vicini ribadendo "la necessità da parte delle truppe multinazionali in Iraq, comprese le statunitensi, di concordare le proprie operazioni, non importa se politiche o militari, con il nostro governo informandolo prima di qualsiasi azione". Non manca anche un riferimento ai rapporti con l’Iran con il quale si dovrebbero "stabilire legami economici a beneficio dei due Stati e delle loro popolazioni" così come agli incontri bilaterali Iran-Usa: "rapporti normali tra Usa e Iran avranno ripercussioni positive sugli aspetti politici, sociali ed economici dell’Iraq e in tutta la regione. Un Iraq stabile e pacifico – è la conclusione – gioverà alla stabilità e alla convivenza di tutti i Paesi del Medio Oriente e contribuirà a promuovere il processo di pace, specie tra gli Stati arabi, gli islamici e lo Stato di Israele".