“È giusto impedire la venuta al mondo di neonati malati, di esseri umani dei quali si può fondatamente ipotizzare una cattiva qualità della vita futura?". È una delle domande a cui si può trovare risposta nel terzo numero dei Quaderni di Scienza e Vita, la pubblicazione che l’Associazione dedica ai grandi temi della vita dal suo nascere al termine naturale. "Noi rispondiamo – precisa nell’introduzione Lucetta Scaraffia, direttore dei Quaderni – che non esiste vita indegna di essere vissuta, e che a questo si dovrebbero ispirare i medici che devono intervenire nelle situazioni controverse. Ma senza cadere nell’errore opposto, quello che possiamo chiamare accanimento terapeutico". Una risposta, dunque, che pone altre domande strategiche, a partire da quelle emerse a margine del caso del "bambino di Careggi", che ha occupato per settimane le cronache. "Oggi le possibilità di diagnosi prenatali più avanzate e la rianimazione di neonati anche di peso inferiore ai cinquecento grammi pongono nuovi interrogativi scientifici ed etici", fa notare Scienza e Vita, in un articolo sul destino dei "grandi prematuri" firmato da Carlo Bellieni. Nel terzo Quaderno sono pubblicate anche le linee guida nella pratica neonatologica elaborate dal Policlinico Gemelli. Info: www.scienzaevita.org.