CALABRIA: CASO DON LUBERTO; MONS. NUNNARI, LA CHIESA "FU MANIACALMENTE INGANNATA" (2)

"Sono certo che, nonostante le nostre infermità, portiamo dentro di noi infinite ricchezze", ha aggiunto mons. Nunnari rivolto al clero cosentino, invitando la Chiesa locale "al coraggio della testimonianza, rifuggendo la tentazione di chiudersi nel silenzio e nel nostro privato". L’arcivescovo e il presbiterio hanno quindi espresso "solidarietà" a don Franco Perrone, vicario episcopale per l’amministrazione, che "per obbedire al suo vescovo, in un momento di transizione nell’amministrazione dell’Ipg, e servire la sua Chiesa" si trova oggi coinvolto nella vicenda giudiziaria a motivo dell’ufficio svolto, "nonostante non ne abbia responsabilità". I sacerdoti, intervenendo dopo le precisazioni dell’arcivescovo, hanno chiesto "di avviare il procedimento di sanzione canonica, cioè la sospensione a divinis, e dal punto di vista giudiziario valutare la possibilità che i presbiteri si costituiscano parte civile", al fine di "sottolineare, ancora più chiaramente, la presa di distanza dell’operato abnorme del confratello in una prospettiva di rinnovamento generale".