"La riscoperta chiara delle singole identità continua la nota Sir – non nuoce all’incontro, anzi lo rende sincero, credibile ed efficace se poggia sulla comune confessione della fede apostolica da tutti professata e dal comune riconoscimento del battesimo che rendono intrinsecamente ed oggettivamente possibile ed efficace quella che molti ecumenisti chiamano la riconciliazione delle diversità, fortemente sostenuta dagli evangelici". È possibile, dunque, "un progetto di unità e comunione, di possibilità di comprensione e di dialogo nel rispettoso riconoscimento delle differenze". In questa prospettiva "si evidenziano le diverse identità e si dà ad ognuna la sua dignità evitando le possibili confusioni, le contraffazioni che non soddisfano l’esigenza della sincerità e della verità e non sono sufficienti a fondare una scelta di libertà". La conoscenza gli uni degli altri, inoltre "può promuovere una migliore comprensione delle ragioni che hanno dato origine alle diverse tradizioni e alle loro modificazioni storiche che resistono nel tempo e così costituire un arricchimento della conoscenza del mistero cristiano e della sua comprensione nel tempo e nello spazio". Si può sperare che questo processo di profonda mutua conoscenza "possa favorire la riconciliazione e illuminare le differenze facendo scoprire in esse delle piste di approfondimento piuttosto che delle barriere alla comunicazione".