"Ricordiamo un evento che nella sua tragicità ci ha svelato una verità: il nostro territorio, un vero giardino sul mare, è fragilissimo". E’ quanto afferma al Sir don Piero Furci, parroco di Bivona, la frazione di Vibo Valentia più colpita dall’alluvione del 3 luglio scorso che ha provocato la morte di quattro persone. "Secondo i geologi, che tutt’ora sono poco ascoltati – aggiunge il sacerdote – ci troviamo di fronte ad un territorio che a monte è pietroso, a valle argilloso e ad alta sismicità. Si potrebbe dire, usando una famosa immagine biblica, un gigante con i piedi d’argilla. Alla luce di questa verità, come Chiesa prosegue – ci siamo sforzati ad invitare i cittadini e le autorità a valutare il terribile evento come un segno provvidenziale di Dio al fine di fermare la devastazione del territorio che negli ultimi decenni è avvenuto con la cementificazione selvaggia della collina e del litorale. Quasi per niente ascoltati su questo versante di riflessione, approfittiamo del primo anniversario del tragico giorno per lanciare l’ennesima volta lo stesso messaggio, che in fondo consiste nell’invitare tutti ad amare la terra che ci ospita rispettandone le caratteristiche naturali". Il primo anniversario dell’alluvione sarà ricordato oggi con una serie di manifestazioni che si concluderanno con una celebrazione presieduta dal vescovo Tarciso Cortese.