PRETI: MONS. LAMBIASI, "LA FORMAZIONE NON PUÒ ESSERE DATATA"

"Questo passaggio di millennio risulta caratterizzato dalla transizione da una situazione di cristianità a una di post-cristianità. Di conseguenza, l’esercizio del ministero presbiterale si deve ‘ripensare’ a fondo per poter rimodulare forme, modelli, strutture operative perché siano funzionali alla nuova situazione": lo ha detto questa mattina a Rocca di Papa (Roma), il vescovo Francesco Lambiasi assistente generale dell’Azione cattolica, intervenendo come primo relatore della giornata al convegno nazionale degli educatori dei seminari d’Italia che vede radunati da ieri circa 250 tra rettori, docenti, padri spirituali di 115 diocesi italiane, oltre a numerosi formatori dei religiosi e delle religiose. "La spiritualità del prete – ha aggiunto – non può non essere ‘datata’, in quanto è determinata e deve tenere conto della situazione storica. Se così non fosse, si finirebbe per evangelizzare il passato, anziché il presente, cioè per non evangelizzare. E la ‘carità pastorale’ dovrebbe rassegnarsi non a vivere e a far vivere, ma a sopravvivere, ossia ad autodissolversi nella lamentazione recriminatoria o nella retorica clericale".