Questo sentire si riflette anche in campo ecumenico, a giudizio di Gnocchi, per il quale "occorre vivere questi momenti più difficili senza rinunciare alla speranza, tenendo conto di una storia che ha vissuto altri momenti non facili". Questo significa "non rinunciare alla propria testimonianza". Riprendendo le parole di Paolo nella lettera ai Galati, "quando dice che la libertà è un dono di cui i cristiani devono aver cura per cui non devono ricadere più sotto un giogo di schiavitù" Gnocchi ha sottolineato che questo indica "un impegno a non cedere questo dono della libertà in cambio di visioni rassicuranti". Inoltre, ricordando che "Paolo dice che la libertà si vive nello spirito dell’amore", il presidente del Sae ha evidenziato che "lo spirito di Dio ci libera da tutti i gioghi, tranne uno che è il servizio dell’amore". Questa, ha aggiunto, "è la linea che il Sae ha sempre seguito, consapevoli che il servizio agli altri non è inteso solo alle persona ma anche alle chiese, verso le quali proviamo sentimenti di libertà, solidarietà, comunione e parresia". Infine, Gnocchi ha ricordato mons. Sartori, mons. Giacchetti, don Sante Di Giorgio, Giuseppe Alberigo, scomparsi recentemente. "Di loro ha concluso – sentiamo l’assenza, ma anche la presenza della testimonianza che hanno dato e della speranza che ispirano ancora a noi".