INCENDI: CONCILIO LATERANENSE II (1139), PER I PIROMANI "SCOMUNICA E PENITENZA A GERUSALEMME O IN SPAGNA"

Scomunica e, per penitenza, un anno "a servizio di Dio" a Gerusalemme o in Spagna: questo prevedeva il Concilio Lateranse II, nel 1139, per i piromani o "incendiari". "Riproviamo con tutte le nostre forze e proibiamo con l’autorità di Dio e dei beati apostoli Pietro e Paolo – scrivevano i vescovi – la pessima malvagità devastatrice e abominevole di appiccare incendi". Secondo il canone 18 (cfr. Conciliorum Oecumenicorum Decreta, Edb – Bologna) "questo flagello devastatore e pernicioso" era peggio di "ogni altra forma di rapina". "Chiunque, dopo la promulgazione del nostro divieto, con intenzione malvagia per odio o per vendetta, avrà causato un incendio – avvertivano -, o avrà incaricato altri di provocarlo, o avrà prestato consapevolmente consiglio o aiuto agli incendiari, sia scomunicato". "Se poi l’incendiario troverà la morte – aggiungono -, sia privato della cristiana sepoltura". Anche l’assoluzione era condizionata al risarcimento "del danno arrecato", previo giuramento di "non causare più alcun incendio". In più, "per penitenza gli si imporrà di stare a Gerusalemme o in Spagna a servizio di Dio per un anno intero". Anche i vescovi che avessero "mitigato il rigore di questo canone" erano avvertiti: "riparare il danno e per un anno astenersi dall’esercitare il ministero episcopale".