ITALIANI NEL MONDO: 8 AGOSTO, "GIORNATA DEL SACRIFICIO" (2)

La grande lezione che "ci viene da chi è immigrato – spiega Pittau – è proprio la tenacia dispiegata, che tra l’altro ci viene ricordata dagli immigrati che ripercorrono, in senso inverso, il nostro esodo. Sottovalutare questo aspetto, tra l’altro dal grande valore educativo specialmente oggiogiorno, significa votarsi a capire ben poco dei flussi migratori". Ricordare la tragedia di Marcinelle e le tante tragedie che hanno causato la morti di emigrati italiani nel mondo è "positivo, unendo la storia di oggi a quella di ieri e abituandosi a leggere la storia del nostro esodo in una maniera più completa". "É significativo far memoria di uomini – aveva mons. GianBattista Bettoni, delegato delle Missioni Cattoliche Italiane in Benelux e in Francia, ricordando i 29 lavoratori italiani morti in seguito di una tempesta di neve nella vallata di Vicdessos, sui Pirenei francesi – che hanno avuto il coraggio di partire per raggiungere luoghi lontani da casa, per lavorare e dare una dignità di vita alla propria famiglia". "Credo – aveva aggiunto mons. Bettoni – che quando si ricordano questi eventi occorre guardare la realtà presente, avendo chiaro che chi oggi arriva nelle nostre città europee non viene a rubarci nulla ma è gente che lascia i propri Paesi per necessità, rischiando a volte anche la morte o di vivere situazioni di dolore".