RIARMO NUCLEARE: APPELLO A SIBIU, "UN GRAVISSIMO PECCATO". INCONTRO A VICENZA (2)

Nel presentare l’incontro di Vicenza i promotori, in quanto "donne e uomini che vivono in Italia e che amano la loro terra", esprimono "vergogna e imbarazzo per la presenza di tali armi nel nostro Paese", oltre alla "delusione di vedere che uomini e partiti che pure affermano di perseguire politiche di pace nulla fanno di fronte a ciò, rendendosi complici delle future annunciate stragi di massa". I firmatari dell’appello, chiedono inoltre che "l’autorevole voce delle Chiese si alzi ancora una volta" a tutti i livelli, dalle più alte gerarchie alla base, impegnando nella denuncia anche le aggregazioni laicali e le istituzioni ecclesiali. Per questo invitano i delegati di Sibiu a sottoscrivere una dichiarazione comune per condannare "con la massima chiarezza" "non solo l’uso ma anche la fabbricazione, la proliferazione e la semplice detenzione di armi nucleari", da considerare "un gravissimo peccato contro Dio e l’umanità". L’impegno contro le armi nucleari è stato chiesto ieri mattina proprio da Benedetto XVI, prima dell’Angelus a Castel Gandolfo, in occasione del 50° anniversario dell’entrata in vigore dello Statuto dell’A.I.E.A., l’Agenzia internazionale per l’energia atomica, istituita con il mandato di "sollecitare ed accrescere il contributo dell’energia atomica alle cause della pace, della salute e della prosperità in tutto il mondo".