Perciò, continua l’arcivescovo, "Francesco ha voluto ottenere a quanti vengono alla Porziuncola, con l’animo distaccato dal peccato e compiendo le devozioni prescritte, questa grazia. Naturalmente dipende da ciascuno, dalle sue disponibilità, dalla sua accoglienza la possibilità di riceverla con pienezza". Quest’anno "il Perdono di Assisi osserva mons. Sorrentino – ha una valenza particolare perché quello che stiamo vivendo è l’Anno della conversione: ad ottocento anni dalla grande scelta di Francesco di dedicarsi a Cristo, la nostra comunità diocesana è impegnata in un cammino spirituale all’insegna della conversione". È ciò è "quello che ha portato qui Benedetto XVI". "Siamo impegnati sulle orme di Francesco ha aggiunto l’arcivescovo – a riscoprire Gesù Cristo come senso della nostra vita, a farlo diventare la ragion d’essere, a far diventare la logica del Vangelo la nostra logica". L’indulgenza della Porziuncola "viene a ribadire questo concetto: dobbiamo restituire Cristo alla nostra vita. Questo non lo potremo fare con le nostre sole forze; abbiamo bisogno di una grazia che ci viene dallo Spirito di Dio. L’indulgenza ci aiuta ad aprirci pienamente allo Spirito di Dio". (segue)