In una società come la nostra dove tutto, per alcuni, sembra lecito, "quello che l’indulgenza e il Perdono di Assisi mettono in evidenza dichiara mons. Sorrentino – è un’esigenza di radicalità, di conversione piena portata fin nelle intime fibre dell’essere. Potrei dire che è una dimensione di quella che Giovanni Paolo II chiamò la pastorale della santità". Nella "Novo Millennio ineunte", infatti, "Giovanni Paolo II invitò la Chiesa ad accogliere la sfida del terzo millennio in termini di proposta della santità. Il cristiano non può rassegnarsi ad una vita mediocre. Cristo chiama alla perfezione, ci ha dato come ideale la perfezione stessa del Padre". "Venire a sperimentare il perdono di Dio e ad accoglierlo con il desiderio di una risposta piena, la risposta della santità, nel segno di Dio è quello che in questi giorni si vive alla Porziuncola, sulle tracce di ciò che Francesco ha sperimentato", conclude l’arcivescovo.