Una Chiesa, ha proseguito mons. Montenegro, che "sa che non basta dare una mano ai poveri, ma che deve diventare luogo ed esperienza viva di comunione, per fare, senza forzature, famiglia anche coi poveri". Chiesa che "non solo annuncia, ma sa che evangelizzare è rendere concreto ciò che annuncia". Una Chiesa che "non cade nella facile denuncia delle ingiustizie", ma che "prima annuncia, poi rinuncia, e quindi finalmente denuncia le ingiustizie, le violenze, le strutture di peccato. Ma pronuncia, soprattutto, parole di fiducia, di speranza e di benedizione. Chiesa preoccupata di custodire la verità, ma anche impegnata a rivelare l’amore. Che sa che la carità si fa nella verità, perché quando sono congiunte non c’è finzione, doppiezza, tornaconto, sotterfugio, calcoli". Il convegno proseguirà domani con un viaggio nella Locride dove i partecipanti saranno ricevuti dal vescovo di Locri-Gerace, mons. Giancarlo Maria Bregantini. "Il nostro compito – spiega don Luciano Cantini, direttore dell’Ufficio per la Pastorale dei circensi e fieranti della Fondazione Migrantes è quello di capire le persone che lavorano in circhi e lunapark, che in Italia sono circa 70mila". Don Cantini, infine, ha rivolto alle comunità parrocchiali un invito per una "maggiore attenzione e sensibilità" verso questo popolo "confinato spesso alle periferie dei nostri paesi".