Rafforzare le politiche industriali comunitarie per tenere il passo con le trasformazioni economiche in corso. Nell’esame delle politiche industriali comunitarie pubblicato oggi a Bruxelles, la Commissione segnala le nuove sfide cui dovrà rispondere il principale settore produttivo dei 27. Günter Verheugen, vice presidente dell’Esecutivo, spiega: "Noi abbiamo già una politica in campo manifatturiero che si basa sulla competitività e l’innovazione. Essa ha contribuito ad accrescere la fiducia e a fare dell’Ue uno spazio più attrattivo per gli investimenti e la creazione di posti di lavoro". Ma, aggiunge il commissario tedesco, "l’industria dovrà, d’ora in avanti, porre l’accento sulla riduzione delle emissioni di carbonio e migliorare la capacità energetica". Nell’analisi dell’Esecutivo non emerge solo un problema di concorrenza sui mercati, ma anche la necessità "di offrire i prodotti più innovativi, i più puliti e i più sicuri al mondo". L’Ue beneficia in questa fase di una crescita economica e occupazionale che "si poggiano su politiche industriali efficaci, fondate su iniziative orizzontali e settoriali già adottate" oppure già programmate a livello comunitario. I tre ambiti nei quali occorrerà rafforzare in futuro l’azione comune sono, per Verheugen, "il cambiamento climatico, la mondializzazione e il progresso tecnologico".