"La tortura, i maltrattamenti e le uccisioni in Turchia continuano a essere segnate da una persistente impunità per le forze di sicurezza". E’ la denuncia di Amnesty international, contenuta in un rapporto, diffuso oggi, nel quale si segnala che "le indagini e i procedimenti giudiziari su casi di gravi violazioni dei diritti umani compiute dalla polizia e dalla gendarmeria sono lacunose e viziate da decisioni contraddittorie da parte dei magistrati e dei giudici. Di conseguenza, la giustizia per le vittime delle violazioni dei diritti umani subisce ritardi o viene negata". "Il sistema di giustizia penale ha bisogno di riforme", ha affermato Nicola Duckworth, di Amnesty. Secondo l’organizzazione i fattori che contribuiscono all’impunità sono, tra l’altro, "i ritardi amministrativi, procedure giudiziarie carenti e intimidazioni nei confronti dei difensori dei diritti umani e dei giornalisti". Il rapporto rileva anche la mancanza di un organismo indipendente che possa indagare in modo imparziale ed efficace e l’assenza di un archivio centrale delle violazioni commesse dalle forze di sicurezza. Amnesty ha però apprezzato l’annunciata intenzione del governo turco di applicare una politica di ‘tolleranza zero verso la tortura’ e di protezione dei diritti umani.