Ì"Un annuncio caratterizzato da un distacco emotivo"; "il tentativo di delegare agli altri le cose più complesse", "il tentativo di vendere informazioni e non esperienze" e "la fatica di uscire da modelli comunicativi classici per cui la nostra catechesi è ancora frontale e non è partecipativa". Questi gli "ostacoli alla comunicazione di Dio" che don Giacomo Perego, dell’Apostolato Biblico Nazionale, ha evidenziato intervenendo, questa mattina a Isola Capo Rizzato (Kr), all’ultima giornata della I Settimana su "Bibbia e Comunicazione", promossa dal Settore di Apostolato Biblico con il patrocinio dalla diocesi di Crotone-Santa Severina. Il tema della comunicazione del Vangelo è stato anche al centro della relazione di Giuseppe Mazza, docente di Teologia Fondamentale e di comunicazioni sociali presso la Pontificia Università Gregoriana, che ha evidenziato le risorse positive per l’annuncio del Vangelo come "l’ascoltare la cultura in cui viviamo per cui l’evangelizzazione non può essere oggi ristretta agli ambiti della parrocchia". "Abitare oggi la cultura vuol dire ha aggiunto Mazza abitare altri spazi". Ma oltre all’ "abitare" la cultura "noi abbiamo anche qualcosa da dire ha concluso come annunciare il messaggio di Gesù Cristo".