CARCERE: GARANTE DEI DETENUTI DEL LAZIO, "POTREBBE ESSERE UNA EXTREMA RATIO PER ALCUNI?"

Il carcere come "extrema ratio", soprattutto per tossicodipendenti, immigrati e portatori di disagio psichico? E’ l’interrogativo su cui si confronteranno domani numerosi giuristi ed esperti a Roma nella giornata di studio organizzata dal Garante dei diritti dei detenuti della Regione Lazio (l’unica regione in Italia ad aver istituito una figura di questo tipo). Per queste categorie di detenuti, spiega Angiolo Marroni, garante dei diritti dei detenuti, "la detenzione non è la soluzione giusta. Andrebbero immaginate nuove forme di sanzioni, dal lavoro di pubblica utilità alla probation estesa alla fase del giudizio, che consentano di modellare il sistema penale ai principi costituzionali come l’articolo 27, secondo cui le pene debbono essere dirette alla rieducazione del condannato". Il convegno servirà a fornire spunti ed idee di lavoro "per capire dove può essere migliorato e reso più umano un sistema che al momento prevede la detenzione come pena principale, se non unica".