"Il che ha aggiunto mons. Betori non si confonde con un vago unanimismo; al contrario, mantenendo ferma identità e chiarezza delle verità evangelica, anche a costo del rifiuto, si esprime in prossimità a tutti, specialmente a coloro che soffrono e per i quali l’azione del vangelo è cura e ministero di guarigione e di liberazione dalle potenze sataniche". Per mons. Betori la croce che si "staglia su queste vette distende la sua ombra sulle nascoste croci delle vittime di una guerra che ha visto tanti atti eroici ma anche tanta inumanità, a cominciare da quella di chi quella guerra l’ha voluta, infliggendo ferite tra i popoli che si riaprirono di lì a trent’anni e nei vicini paesi balcanici ancor oggi seminano divisioni e sofferenze". "E’ la logica di ogni guerra, in ogni parte del mondo – ha aggiunto Betori, che ha concelebrato insieme a mons. Luigi Bressan, arcivescovo di Trento e a mons. Claudio Giuliodori, vescovo di Macerata – e in questo momento il nostro pensiero va ai tanti conflitti nei paesi più poveri, a chi soffre per la fede e per il servizio ai fratelli, come il padre Bossi, soprattutto ai popoli del Medio Oriente e alle inascoltate aspirazioni di pace per la Terra Santa". Ai giovani dell’Adamello è arrivato anche il messaggio di Benedetto XVI: "rinnovo l’appuntamento a tutti i giovani italiani per i giorni 1 e 2 settembre a Loreto".