Il volto dell’amore di Dio "deve risplendere in modo particolare nella forma con cui la Chiesa si fa vicino a chi è più assetato di vita e di futuro, cioè i giovani". Lo ha detto ieri mons. Giuseppe Betori, segretario generale della Cei, nel corso della celebrazione eucaristica sul monte dell’Adamello, a oltre 3000 metri di altitudine, per il pellegrinaggio dei giovani italiani che si preparano all’incontro del 1 e 2 settembre a Loreto con Benedetto XVI. "Ne era ben consapevole", ha aggiunto mons. Betori, Giovanni Paolo II che all’Adamello si è recato due volte esprimendo "anche nel gesto atletico dello sciare, una vitalità pienamente correlata alla spiritualità che traspariva da ogni suo gesto e che ne ha fatto il padre riconosciuto da tante generazioni di giovani". L’esperienza del pellegrinaggio a Loreto con papa Benedetto XVI ha poi spiegato il segretario della Cei "è rivolta a tutti come universale è la destinazione del Vangelo di Gesù". "La natura popolare della tradizione di fede in Italia secondo mons. Betori trova qui un’ulteriore motivazione e ci invita a farci attenti ascoltatori e annunciatori del mondo giovanile e di ciascun giovane, nella concretezza" di Dio, "senza illusioni perché occorre essere ben consapevoli del contesto di avversità in cui il Vangelo risuona, senza però piegarci a una logica di contrapposizione". (segue)