Secondo Sgreccia, "soltanto accogliendo la vita per quello che è, per il valore che ha e per il bene e porta con sé, la società va verso il bene comune e noi dobbiamo mirare al bene comune, evitando le polemiche ma assumendo le vere responsabilità". Pratiche come l’aborto selettivo, invece, mirano alla "scomparsa dalla faccia della Terra del bambino Down": "un brutto segno", lo definisce Sgreccia, che "si sta verificando oggi nelle società più avanzate" e che "man mano dilaga sempre di più verso altri difetti" tipici di quella che Giovanni Paolo II chiamava la "cultura di morte". "La si pratica nella fecondazione artificiale, la si pratica ogni volta che si fa l’aborto, perché l’aborto è sempre selettivo", sottolinea il presidente dell’accademia pontificia: "Molte volte aggiunge si selezionano e sono sani ma solo in omaggio a una non capacità, a una non volontà, a un non riconoscimento, a una non accoglienza, a delle circostanze che sono ancor più banali". Per questo, conclude Sgreccia, un "cambio di mentalità" è "urgente se vogliamo costruire una società degna di persone umane e che si sentono tutte uguali per dignità".” ” ” “