AGORÀ DEI GIOVANI: FORLÌ, LA TESTIMONIANZA DEI GIOVANI PALESTINESI

"Per chi è stato in Israele e Palestina vedere che un muro, e non solo, divide palestinesi da israeliani fa un effetto devastante. Bisogna, invece, operare per la pace". E’ l’appello lanciato ieri sera da mons. Lino Pizzi, vescovo di Forlì, dove ieri sera si svolto un incontro “La situazione della Chiesa in Palestina e Libano", moderato dal direttore del settimanale diocesano "il Momento", Alessandro Rondoni, cui hanno partecipato quattro palestinesi giunti in Italia per l’Agorà dei giovani italiani. "Facciamo parte di associazioni cristiane in Terra Santa – ha detto Amir Khalil laureato in legge a Jenin – e promuoviamo attività per i giovani, per far riscoprire la loro identità cristiana e perché non vogliamo andarcene dalla nostra terra, anche se siamo pochi". Gli ha fatto eco Abeer Musleh, insegnante d’inglese a Betlemme: "gli italiani devono sapere che in Palestina ci sono anche i cristiani. Abbiamo bisogno di incoraggiamento, tramite rapporti o gemellaggi, per farci sentire che non siamo soli e pochi". "È una consolazione per noi sapere che c’è una comunità che prega per noi – ha affermato Jad Freij, informatico di Ramallah – ci aiuta a perdonare: ma la giustizia è l’unica condizione per perdonare". Infine Issa Jawil, impiegato al Patriarcato latino di Gerusalemme: "venite in Terra Santa e così sostenete noi e il nostro ruolo di ambasciatori di pace".