DELITTO DI GARLASCO: MILONE (UCSI), “C’È UNA RESPONSABILITÀ PIÙ LARGA” DI QUELLA DEI MEDIA

"Non mi meraviglio dell’attenzione verso il delitto di Garlasco che non è dettata solo dalla stagione estiva e dalla mancanza di altre notizie; ma dal delitto di via Poma al delitto di Cogne, a quello di Erika ai danni della madre e del fratello emerge purtroppo che l’Italia è un paese di guardoni che assiste con grande morbosità a queste vicende chiedendo ai media particolari sempre più scabrosi e personali". A dichiararlo in un’intervista al Sir è Massimo Milone, presidente nazionale dell’Ucsi (Unione cattolica stampa italiana), dopo l’appello alla stampa da parte del procuratore della Repubblica di Vigevano, Alfonso Lauro, di fare un passo indietro per non intralciare le indagini dell’omicidio di Chiara Poggi. Sulla vicenda è intervenuto anche il Garante della privacy. "In questo popolo di guardoni – osserva Milone – non manca la responsabilità dei giornalisti, ma il discorso è più ampio. Se è bene chiedere il rispetto di un codice etico da parte dei giornalisti, bisogna anche dire che c’è una responsabilità più larga che coinvolge il contesto giudiziario, sociale e politico. Non dimentichiamo, poi, la responsabilità degli editori, guidati da logiche di mercato. Sono queste diverse realtà che metterei in questa ipotetica gogna per la non difesa della privacy e della dignità della persona umana".