"Solo Dio, niente di meno, può corrispondere pienamente al cuore dell’uomo. Ogni altro bene terreno pur nobile è frammento, ombra, piccolo anticipo". Lo ha detto oggi mons. Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, nell’omelia pronunciata alla vigilia della Festa della Beata vergine della Guardia. "L’uomo non è uno sbandato, un vagabondo errante che non sa dove andare e procede portato da impulsi, sensazioni, effimere, da voglie momentanee, da illusioni che molto promettono ma che tutto rapinano della sua bellezza interiore e della sua dignità profonda", ha ammonito il presidente della Cei, ricordando che "l’uomo è fatto da Dio come un pellegrino che sa d dove parte e sa dove va: conosce la méta del suo cammino". "Solamente l’infinito ha il potere di colmare il finito": risiede in questo, per Bagnasco, il "paradosso" della vita cristiana, in virtù del quale "l’uomo è creato nel segno della finitezza e del limite, ma in modo tale che solamente l’infinito può colmare questo mendicante d’amore, di bellezza, di eternità". Di qui la perenne attualità della "struggente" frase di Sant’Agostino, di cui oggi si celebra la memoria liturgica: "Siamo fatti per Te e il nostro cuore non riposa se non in Te" (segue).