SETTIMANA LITURGICA: MONS. BETORI, IL VANGELO "VOCE CRITICA DI OGNI ASSETTO SOCIALE E CULTURALE" (2)

"Non si tratta – ha precisato il presule – di una ricerca masochistica della sofferenza, ma di un realismo che non permette commistioni indebite o attenuazioni della verità, che va detta in tutta la sua integrità e a prescindere dagli esiti di rigetto che possono prodursi in un determinato contesto culturale". "Non vogliamo fare del vittimismo – ha proseguito Betori – ma siamo consapevoli che anche oggi la fedeltà alla parola di Dio può comportare incomprensioni e condanne sociali. Fare unità di giudizio e consolazione, senza sconti e senza dimenticanze, è quanto oggi ci è chiesto con fedeltà e coraggio, libertà e franchezza". Quanto all’azione liturgica, secondo il segretario generale della Cei occorre "rendere manifesta la carica innovativa che la liturgia ha in sé e la sua capacità di riassumere nei segni di sempre l’oggi del contrasto tra Vangelo e mondo", grazie alla sua "forza destabilizzante" e alla "carica profetica". "Un bel celebrare – ha concluso Betori – contribuisce in modo essenziale a dire come il Vangelo si ponga sempre in alternativa a ogni provvisoria realizzazione umana e sia sempre voce critica di ogni assetto sociale e culturale".