SETTIMANA LITURGICA: MONS. BETORI, IL VANGELO "VOCE CRITICA DI OGNI ASSETTO SOCIALE E CULTURALE"

La parola di Dio "ha in sé una carica di inevitabile contrasto con il modo vigente di pensare e di guidare gli eventi", ma quello del cristiano è un "servizio alla verità" che va svolto senza cedere a "irenismo", falsa tolleranza" o "conformismo culturale", anche se ciò "comporta il prezzo dell’emarginazione culturale e sociale e, ancora per tanti cristiani nel mondo, oppressione e persecuzione violenta". Lo ha detto mons. Giuseppe Betori, segretario generale della Cei, nell’omelia della messa celebrata oggi a Spoleto, nel corso della 58ª Settimana liturgica nazionale. "Lungi da noi pensare che la parola del Vangelo possa risuonare nel tempo senza generare opposizione e rifiuto", ha detto il presule commentando il martirio di San Giovanni Battista (festa liturgica di oggi). La "natura antitetica del Vangelo", secondo Betori, "non può essere sottaciuta in nome di un vago e pericoloso irenismo, che, magari nel nome di un malinteso dialogo o di una falsa tolleranza, va cercando mediazioni improponibili", o "impossibili vie di mezzo" (segue).