UE, CHIESA E FISCO: DALLA TORRE (LUMSA), NESSUN "PRIVILEGIO" E "NON TOCCA LA CONCORRENZA" (2)

Dalla Torre definisce l’esenzione dall’Ici una "disposizione giusta": "Se non ci fosse – commenta – il prezzo da pagare per la società sarebbe molto alto, in termini di minori servizi assistenziali e sociali alle fasce più deboli della popolazione". Colta nella sua reale portata, l’esenzione dall’Ici "incoraggia la società civile, cioè tutto ciò che non è né Stato né mercato, ad impegnarsi nel sociale". La questione dell’Ici, osserva dunque Dalla Torre, "non tocca la concorrenza e non produce nessuna alterazione del mercato", perché riguarda "ambiti, settori e servizi a cui il mercato non è interessato, e qualora lo fosse, lo sarebbe soltanto a costi elevati, che presuppongono redditi elevati e taglierebbero fuori la maggior parte della popolazione". Quanto alla confusione e all’abbinamento improprio, fatto da gran parte dei media, tra Chiesa italiana e Vaticano, Ici e Concordato, Dalla Torre commenta: "E’ pretestuoso tirare in ballo il Concordato. L’Ici non è materia concordataria, e i concordati non si fanno e si disfanno, ma sono destinati a durare nel tempo. Il ricorso allo strumento del Concordato è del resto previsto dalla nostra Costituzione, nella parte che riguarda i principi fondamentali".