"Penso e spero che questa presenza e questa azione di ” “sussidiarietà che perdura nei secoli e nei millenni da parte della Chiesa sia riconosciuta a tutti i livelli; non solo riconosciuta, ma anche riconosciuta con stima, con fiducia e anche con gratitudine". Così si è espresso mons. Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Conferenza episcopale italiana, in merito alle "informazioni" richieste dall’Unione europea circa presunte agevolazioni fiscali a favore della Chiesa cattolica, in particolare riguardo all’esenzione dall’ Ici (Imposta comunale sugli immobili). L’auspicio del presule, intervistato da Radio Vaticana, è che nei confronti della Chiesa "ci sia un atteggiamento sereno, non pregiudiziale, non ideologico – senza interessi di parte, espliciti o nascosti e quindi si riconosca espressamente l’opera continua che nei secoli la Chiesa ha posto in essere e continua a porre in essere a favore dei più poveri e dei più deboli, mettendo a disposizione le risorse sia umane sia economiche, finanziarie di cui dispone la comunità cristiana". Il presidente della Cei ricorda, inoltre, che "certe esenzioni riguardano tutti gli enti no-profit, tra cui evidentemente la Chiesa, che si occupano concretamente, stabilmente e continuativamente dei problemi dell’emarginazione, della fragilità, della debolezza, della povertà".” “