TERRA SANTA: SALESIANI, APPELLO PER IL "RIPRISTINO DELLA LEGALITÀ INTERNAZIONALE"

"La comunità salesiana si oppone fermamente alla politica di separazione unilaterale; ribadisce la propria completa estraneità alla pianificazione del tracciato del Muro e, allo stesso tempo, rivolge un appello a tutte le autorità competenti per il ripristino della legalità internazionale". E’ quanto scrive don Giovanni Laconi, dell’ispettoria salesiana del Medioriente, in una nota riferita all’avvio dei lavori per la costruzione del Muro di separazione israeliano nel territorio palestinese di Beit Jala, a cui appartiene la Casa di Cremisan, tenuta dai salesiani. "Di fronte alla costruzione del Muro – spiega don Laconi – la comunità salesiana non ha contribuito in alcun modo ad aggravare la difficile condizione del villaggio palestinese, né ha favorito in alcuna forma – diretta o indiretta – la requisizione di terre appartenenti al villaggio stesso". Al contrario, durante lunghi periodi della prima e seconda Intifada i salesiani "hanno permesso il passaggio ai mezzi palestinesi sulle proprie strade interne, vista la mancanza di alternative per i collegamenti tra il nord e il sud dei Territori". I salesiani rinnovano la loro "solidarietà" alla popolazione palestinese, "ancora sottoposta alle asperità dell’occupazione" ed auspicano che "ogni Muro tra le genti possa cadere per un futuro di pace".