Il conto alla rovescia è partito, tra poche ore saranno attorno al Papa per un dialogo sull’essenziale. I giovani dell’Agorà avvertono la responsabilità e pregustano la bellezza dell’incontro che da tempo hanno preparato. Mendicanti della verità, come si erano definiti davanti a Benedetto XVI a Pavia, sono giunti a una tappa importante del cammino che la Chiesa italiana ha pensato con loro e per loro.
Ora sono al raccoglimento dell’atleta prima dello scatto sulla pista. Una "postura interiore" che si percepisce questa mattina nella piana di Montorso.
Le parole dei giovani e la parola di Pietro si incontreranno in un luogo che sempre più assomiglia a una barca in un mare a volte burrascoso, a volte piatto. Come sono la vita e la storia.
I perché, le preoccupazioni e i timori si ritroveranno nelle domande e toccherà a Benedetto orientare la ricerca e indicare la direzione da prendere per giungere in porto, per incontrare gli altri e l’Altro.
Parlerà con la tenerezza e la fermezza di un padre, con voce sua, con parole altre e altrui. I giovani sanno a nome di chi il Papa li ascolterà e si rivolgerà a loro. Questa sera e domani mattina saranno i momenti di una comunicazione che andrà oltre i confini della piana di Montorso, oltre il tempo dell’incontro. A conferma che tra poco vivranno un grande evento che sarà tale non per decreto ministeriale ma per quella Presenza che Benedetto XVI e i giovani avvertono decisiva nella loro vita e nella vita del mondo.