Si è conclusa sabato a Sibiu, con la redazione definitiva del messaggio finale (per il testo integrale: clicca qui) e la preghiera in piazza, la Terza Assemblea ecumenica europea. "Questo messaggio è un segno dei tempi ecumenici", ha osservato Jean-Arnold de Clermont, presidente della Conferenza delle Chiese europee (Kek). "Traspare ha aggiunto – una forte volontà di prolungare il dialogo e un’esortazione a immaginare nuovi mezzi. Possiamo anche dire che la testimonianza comune sfida il dibattito teologico ad andare avanti". Mentre mons. Vincenzo Paglia, co-moderatore del comitato organizzatore dell’assemblea, ha già lanciato un quarto appuntamento, "magari rivolto verso l’Africa". "Quest’assemblea ha affermato mons. Paglia ha intrecciato indissolubilmente l’essere cristiani europei e universali". "Non possiamo ritardare la riscoperta della responsabilità dell’Europa verso il mondo. Continuiamo a sognare Chiese sorelle e popoli fratelli. Divisi, diventiamo complici dei conflitti". Il metropolita Gennadios di Sassima, anche lui co-moderatore, ha infine ribadito come, nonostante persista una dolorosa separazione, Sibiu sia stata una "piattaforma per riunire le diverse Chiese nel loro ruolo all’inizio del millennio".