PROSTITUZIONE: ASSOCIAZIONE GIOVANNI XIII, UN "PACCHETTO SICUREZZA" (2)

” “Citando poi il Codice penale italiano, la legge 228/2003 contro la tratta ad alcune direttive europee, don Benzi dice "no" alle "ipotizzate cooperative" equiparabili "alle case chiuse", sottolinea che "tutte le ragazze che si prostituiscono sono state adescate con l’inganno", e ribadisce che "la prostituzione non rispetta la dignità umana". Di qui la richiesta di "perfezionare l’art.3 n.9 della legge 75/58 che afferma la punibilità di chiunque favorisce la prostituzione", definendo "atti di favoreggiamento" "il trasporto della donna dal luogo ove si trova a quello dove si consuma l’atto sessuale" e "la richiesta di fare sesso", che "è induzione alla prostituzione". Per don Benzi, occorre, inoltre, "cogliere in flagrante il cliente" e "denunciarlo per atti osceni in luogo aperto al pubblico". Le forze dell’Ordine, da parte loro, sono invitate a "identificare i clienti" e a "verificare l’età delle ragazze tramite l’esame del polso". Ai sindaci, infine, la richiesta di "emettere ordinanze con cui vietare la sosta dei clienti". "Questo elenco di interventi per rendere difficile o impossibile al cliente frequentare le ragazze e le bambine va arricchito con interventi anche più forti. Siamo rimasti costernati – conclude il sacerdote – per il passo indietro compiuto" in materia "dal ministero dell’Interno".” “