In tale scenario, proseguono gli organizzatori dell’incontro, "parole come laicità, democrazia o universalismo possono essere contestate o assumere significati diversi o, addirittura, evocare conflitti", mentre nella "ricerca di soluzioni mirate ad una pacifica coabitazione", "né l’integrazione alla francese, né il comunitarismo all’inglese hanno prodotto risultati incontestabili". È dunque urgente una riflessione che "riguarda tutti i Paesi europei". L’Ue, "malgrado i propri limiti, esprime un modello pluralista al cui cuore si situano la persona umana e i suoi diritti. Nonostante le sue tensioni interne conclude la nota – l’Europa comunitaria è cosciente del suo patrimonio spirituale e morale, che tiene uniti i suoi popoli e giustifica il loro destino comune". A dare il benvenuto ai partecipanti sarà Jacques Santer; seguirà l’intervento di Jan Figel, commissario europeo per l’educazione, la formazione, la cultura e la gioventù. Il colloquio vedrà inoltre la partecipazione, tra gli altri, di Philippe Chenaux (Università Lateranense, Roma); Mohammed Arkoun, docente emerito alla Sorbonne (Parigi); Paul Valadier (Centre de Sèvres, Parigi); Laurent Mignon (Università Bilkent, Ankara). Info: www.maritain.org