"Siamo in una fase in cui un ecosistema delicato come quello italiano può rischiare grosso. Però la partita più decisiva sarà la discussione su cosa fare per ridurre i rischi. E’ iniziato un percorso diverso, ma bisogna accelerare". Così Gianni Silvestrini, direttore scientifico del Kyoto Club, (organizzazione non profit di imprese, enti, associazioni e amministrazioni locali, impegnati nel raggiungimento degli obiettivi del Protocollo di Kyoto) commenta al Sir gli allarmanti dati emersi dalla Conferenza nazionale sui cambiamenti climatici in corso a Roma. Tra questi, quello che attesta l’Italia tra i Paesi dove le temperature sono cresciute più che altrove. "Il dato è emerso in maniera non corretta precisa Silvestrini -: l’incremento non è in termini assoluti. E’ la rapidità di crescita ad essere la più alta". La Conferenza di Roma, a suo avviso, "è un’occasione per vedere quali danni l’Italia potrebbe subire. Per mettere di fronte all’opinione pubblica i decisori politici". Anche se, riguardo alla valutazione dei danni (quantificata in 50 miliardi di euro l’anno), secondo Silvestrini "le cifre sono assolutamente incerte, perché derivano da un’evolversi della situazione assolutamente non prevedibile nell’entità. Si sa che un danno ci sarà comunque, ma la quantificazione dipende dalle politiche di riduzione delle emissioni". (segue)