"Capace di portare la parola del Vangelo nel vissuto della cultura; una teologia che si fa interrogare e che, al tempo stesso, pone domande al pensiero di oggi": questa, spiega mons. Piero Coda al SIR, la "fotografia" emersa dal XX congresso nazionale dell’Ati (Associazione teologica italiana) di cui è presidente, che si chiude domani a Oristano. Tema dell’incontro "L’identità e i suoi luoghi. L’esperienza cristiana nel farsi dell’umano". Tracciando un bilancio, ancorché parziale, dell’incontro che si chiude domani e vede la presenza di circa 120 partecipanti, mons. Coda sottolinea che esso costituisce "un importante momento di interazione con la realtà teologica e culturale della Sardegna, regione che lo ospita per la prima volta". Dal convegno emerge anche "l’interessante lavoro che un gruppo di giovani teologi, delle diverse parti d’Italia, sta presentando e i cui risultati appaiono stimolanti". "La teologia è oggi rimessa in campo prosegue il presidente Ati chiamata a declinare in modo pertinente e con riferimento radicale alla fede le questioni antropologiche e le gravi sfide odierne; il suo compito è fare da canale tra la sorgente della fede e la richiesta di senso e dialogo che viene dal contesto culturale".