In calo la mortalità infantile che tocca il picco più basso di sempre, scendendo sotto i 10 milioni di morti all’anno e attestandosi a 9,7 rispetto ai 13 del 1990. E’ quanto rivelano i nuovi dati Unicef sui decessi annui di bambini sotto i 5 anni. "E’ un momento storico" afferma il direttore generale dell’Unicef Ann Veneman: "dobbiamo accelerare il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo del millennio". Tra questi l’impegno a ridurre di 2/3 la mortalità infantile tra il 1990 e il 2015, che salverebbe la vita di altri 5,4 milioni di bambini da oggi al 2015. "La perdita ogni anno di 9,7 milioni di vite è inaccettabile. La vita dei bambini può essere salvata con l’accesso a servizi sanitari, erogati su base comunitaria e sostenuti da un sistema di rinvio a strutture specializzate". Dei 9,7 milioni di morti infantili, 3,1 avvengono in Asia meridionale e 4,8 nell’Africa sub-sahariana. Nei Paesi in via di sviluppo i tassi di mortalità sono più elevati tra i bambini delle aree rurali e della famiglie più povere. Si registrano progressi in zone dell’Africa sub-sahariana: tra il 2000 e il 2004 la mortalità sotto i 5 anni è diminuita del 29% in Malawi e di oltre il 20% in Etiopia, Mozambico, Namibia, Niger, Ruanda e Tanzania. I tassi più alti di mortalità si registrano in Africa centrale e occidentale; in quella meridionale i progressi sono messi a rischio dalla diffusione dell’hiv.