Suor Michela dell’Addolorata: è questo il nome che Valì Mamprin, 52 anni, originaria di Campodarsego (parrocchia di Fiumicello) assumerà domani, 15 settembre, a Padova (ore 9, chiesa del Corpus Domini), con la professione temporanea di "eremita di città". La professione temporanea ricorda la diocesi – dura tre anni, con i voti di povertà, castità e obbedienza emessi nelle mani del vescovo di Padova, mons. Antonio Mattiazzo. Ed è stato proprio il vescovo ad approvare la regola di vita per gli "eremiti di citta", che con suor Michela saranno tre (un quarto è in formazione). La loro giornata prevede un tempo per il lavoro quotidiano per il proprio mantenimento, e alcune norme di vita: un abito sobrio (la tunica monastica grigia con un velo), il silenzio, la solitudine, l’eucaristia quotidiana, la recita della Liturgia delle Ore, la sveglia all’alba, alcune ore quotidiane dedicate alla "lecio divina" e alla formazione. Fra tre anni suor Michela potrà scegliere di rendere perpetua la sua attuale professione temporanea: per ora continuerà a vivere in un locale in città dove i contatti con l’esterno saranno filtrati dalla segreteria telefonica e ridotti allo stretto necessario. La vita eremitica, secondo il canone 603 del Codice di diritto canonico, è prevista anche al di fuori degli istituti di vita consacrata.