SANTA SEDE: CARD. LEVADA, "AI PAZIENTI IN STATO VEGETATIVO È OBBLIGATORIO SOMMINISTRARE CIBO E ACQUA" (2)

"Se il nutrimento e l’idratazione vengono forniti per vie artificiali a un paziente in stato vegetativo permanente, possono essere interrotti quando medici competenti giudicano con certezza morale che il paziente non recupererà mai la coscienza?". È il secondo quesito sottoposto dalla Conferenza Episcopale Statunitense alla Santa Sede, cui ha risposto il prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, card. William Levada. Nella risposta a questo secondo quesito si afferma: "No. Un paziente in stato vegetativo permanente è una persona, con la sua dignità umana fondamentale, alla quale sono perciò dovute le cure ordinarie e proporzionate, che comprendono, in linea di principio, la somministrazione di acqua e cibo, anche per vie artificiali".